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Chroma

978-88-99877-59-0

Nuovo prodotto

Chroma

Emilio Gordillo

Traduzione di Lorenzo Mari, Eugenio Santangelo

196 pagine, isbn 978-88-99877-59-0

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Chroma è un libro che rivendica il potere della letteratura: è sofisticato e desolante, e allo stesso tempo contemplativo, selvaggio e spietato. Emilio Gordillo ha scritto un romanzo che continueremo a leggere per molto tempo.

(Alejandro Zambra)

Dopo molti anni di lontananza dall’orribile Cile, Santiago è obbligato a ritornare per farsi carico di un padre male in arnese e reso folle dai suoi ripetuti tentativi di comprendere la realtà, che comprendono operazioni in apparenza assai diverse tra loro come la poesia di Nicanor Parra, la rivoluzione fallita della sinistra e quella, che invece ha avuto successo, di Jaime Guzmán, il costituzionalista della dittatura. Provando a rientrare in una città dove, nonostante il miraggio di una nuova apertura, tutte le porte sono chiuse, Santiago scopre che ogni tipo di linguaggio è stato corrotto e svuotato di senso: l’arte, l’università, i circoli anarchici, l’efficienza produttiva, il corpo. Il suo girovagare per la città lo induce a porsi di continuo la stessa domanda: cosa fare dei brandelli alienati che riceverà in eredità?

Chroma è la storia di un giovane che cerca un’apertura in un sistema di segni che è diventato un carcere. Se il compito di chi scrive è quello di far deflagrare il linguaggio, Santiago diventa il terrorista che ne farà esplodere le origini.
 
(Cynthia Rimsky)

Chroma è un romanzo, ma è anche una mappa incrociata della città e la politica. Un ragazzo – che scrive o ha smesso di scrivere o desidera scrivere – deve prendersi cura del padre schizofrenico. Ma ciò che potrebbe sembrare una fabula dell’intimità si espande verso un contesto generazionale: a un certo punto, il ragazzo sostituisce la carta con la strada, la penna con le bombe. Così, le detonazioni s’intrecciano con le linee della metropolitana, come se fossero i fili di un quipu del popolo mapuche, che descrive il presente del Cile nella forma di un racconto sincopato e spaventoso. La scrittura di Gordillo segue con attenzione questi fili fino alla fine, leggendo incroci sotterranei e incontri possibili tra biografie e oggetti culturali, tra la violenza e la letteratura, la memoria e l’arte, tra le parole e le rovine quando il linguaggio ha perso ogni senso.

(Álvaro Bisama)